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Riqualificazione delle cave Margonare nelle torbiere di Belforte e realizzazione del percorso

L'area cosiddetta "Le Margonare", si trova nelle Torbiere di Belforte, ampia area umida delimitata da un antico meandro del fiume Oglio e profondamente modellata nel corso dei secoli dall'attività estrattiva della torba. Oggi, in seguito all'opera di bonifica realizzata attraverso la costruzione di un fitto reticolo di canali di drenaggio, la quasi totalità della superficie è destinata alla coltivazione del pioppo e di seminativi a rotazione. Nella porzione meridionale permangono due nuclei residui di naturalità, con un'estensione di circa diciotto ettari. Entrambi presentano una vegetazione dominata da canneto che circonda i corpi d'acqua, alternato a sparsi nuclei di salice grigio e un tifeto. Gli specchi d'acqua sono caratterizzati principalmente da una vegetazione rizofitica, costituita da una fitocenosi dominata da nannufaro, ninfea bianca e miriofillo. La vegetazione pleustofitica è rappresentata da fitocenosi dominate dal morso di rana e dal ceratofillo. È stata segnalata in prossimità di questi stagni, la presenza dell'epatica Riccia fluitans, che nelle Torbiere di Belforte trova l'unica stazione all'interno del Parco Oglio Sud.

La presenza di questi due nuclei naturali relitti, in buono stato di conservazione, rappresentativi dei paesaggi delle depressioni torbose perifluviali, conferisce a tutta la valle un significativo valore ecologico.

L'area oggetto di intervento, denominata "Cave Margonare", è compresa nelle Valli di Belforte ed è prossima a questi nuclei naturali residui.

Il Parco dell'Oglio unitamente al Comune di S. Martino dall'Argine, proprietario delle cave, hanno inteso valorizzare l'area delle cave e più in generale tutta l'area della Torbiera, allo scopo di conferire possibilità di utilizzi multifunzionali quali la ricreazione dei cittadini e in particolare delle famiglie, la riscoperta dell'ambiente naturale e l'educazione ambientale.

Obbiettivi

In accordo con il Comune, il Parco ha redatto e realizzato un progetto che ha la finalità di realizzare un'area verde composita, formata da prati, macchie alberate, specchi d'acqua naturaliformi e piccole strutture per il tempo libero, tali da costituire una "Oasi ecologica" destinata ad un'immediata frequentazione del pubblico.

Interventi

Il progetto prevede le seguenti opere:

  1. tabellazione del percorso che collega gli abitati di S. Martino dall'Argine e Belforte (in comune di Gazzuolo), con la località "Le Margonare"; a quest'opera ha partecipato anche il Comune di Gazzuolo, nel cui territorio ricade buona parte dell'area delle Torbiere
  2. rinaturazione degli stagni nella località "Le Margonare"
  3. opere di arredo a supporto della fruizione.

I percorsi di collegamento delle cave Margonare con i due vicini centri abitati si snodano per una lunghezza complessiva di m lineari 11.220. Il fondo stradale è in buone condizioni di percorribilità anche per biciclette salvo un brevissimo tratto, il quale sarebbe praticabile più agevolmente con una mountain-bike; va comunque escluso l'utilizzo di biciclette da corsa.

I due stagni, originati da attività di estrazione della torba, presentano forme geometriche regolari con sponde ripide e quasi ovunque prive di vegetazione igrofila erbacea; fa eccezione il tratto terminale dello stagno più esteso, lungo le cui rive, più prossime al piano di campagna, si è insediata vegetazione riparia (Carex sp.p.) e galleggiante (Nuphar luteum), che ha determinato la costituzione di un habitat di pregio che merita di essere conservato.

Tutti gli altri tratti di sponda presentano fenomeni di franamento dovuti alla elevata pendenza e all'assenza di vegetazione riparia sia erbacea che arbustiva.

Questa situazione determina una scarsa funzionalità ecologica dell'intero sistema che risulta impoverito in tutte le sue componenti biologiche.

Gli interventi realizzati hanno lo scopo di migliorare l'assetto ecologico degli stagni attraverso opere di rimodellamento morfologico, soprattutto a carico dello stagno più piccolo, il più artificiale. A questo stagno è stata attribuita una forma irregolare in cui il gioco delle anse e dei promontori riveste un particolare ruolo nella distribuzione delle specie vegetali. Alle sponde è stata conferita una pendenza media del 25 % idonea allo sviluppo delle specie igrofile riparie che sono state inserite.

Queste ultime (Carex sp.p., Phragmites australis, Typha latifolia ecc), sono state reperite nelle località circostanti; i carici sono stati ottenuti per divisione dei cespi mentre per le cannucce si ricorrerà o all'impianto dei rizomi o di zolle di canneto. Ai bordi degli stagni sono stati posti a dimora alberi e arbusti delle seguenti specie:

  • Quercus robur
  • Fraxinus oxyphilla
  • Salix alba
  • Salix cinerea
  • Populus alba
  • Populus nigra
  • Frangula alnus
  • Viburnum opulus
  • Crategus monogyna

Considerato che la finalità del progetto è la realizzazione di un'oasi ecologica destinata all'immediata fruizione da parte dei residenti, sono state impiegate piante sviluppate, di altezza m 3-3,50 e circonferenza cm12-14.

In prossimità dell'accesso sono state poste in opera panche e tavoli in legno e realizzata una staccionata per delimitare l'area destinata alla sosta. Per garantire un ricambio di acqua degli stagni è stato realizzato un collegamento dello stagno minore con il fosso di colo adiacente, a mezzo di una tubazione in p.v.c. ? 20, dotata all'estremità di paratoia.

 

 
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